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March 12 ferita.Ferita,perchè non mi sarei mai aspettata così tanto male,perchè non mi sarei mai aspettata così tanta stupidità,perchè da me stessa non mi sarei mai aspettataà così tanta ingenuità ma non mi sarei mai aspettata così tanta forza interiore,ma dov'era finita?Questa calma,quest'apatia,questo controllo delle emozioni,questog rande senso di indifferenza,questa volontà innata? Io non ne ho la più pallida idea,ma l'unica cosa di cui sono certa è che posso risolvere i miei drammi interiori rimuovendo ciò che è di più inutile,perchè nessuno riuscirà mai a distruggermi dentro e per quanto ci hanno provato,per quanto hanno fatto questo tentativo cinico,crudele senza umanità nei miei confronti,hanno fallito miseramente.Ed hai fallito anche TU,con la tua idiozia,stupidità,volgarità infinita,sei una tenia,non sei che un lurido verme che ha strisciato fin troppo,sei solo in attesa di essere pestato da un piedi 200000 volte + grande di te,non si può essere all'altezza se si rimane volontariamente nell'inoscienza della vita.Ma perchè io ci sono cascata? perchè giaceva in me insicurezza,ingenuità,stupidità,e ora che ho capit l'errore? Irene non farlo più,ma ora mi sento tremendament ein colpa con me stessa,ma dovrei? No..credo di no,non ci si pente delle cose se in quel momento si è felici di farle eppur eio mi sento assurda nell'aver fatto ciò che ho fatto.Ma perchè mi sono fidata dell'ennesimo porco in circolazione,perchè di nuovo schiacciata a dovere dalla mediocrità schifosa di questa società,perchè colpita nel personale gratuitamente.Me lo sono meritata? Si,perchè ho preferito dire al porco la verità e vivere la mia vita in tranquillità,xke ho preferito la vita alla prigione,alla gabbia,la piccola principessa dietro le sbarre grigie ed il grigiore della vita,ma ora basta basta,dite ciò che volete,uccidetemi,imprigionatemi,umiliatemi,sputtanatemi,tagliatemi i capellli,datemi 2000 pizzicotti ma io non muoverò un dito,non urlerò,forse piangerò ma presto vi riderò in faccia piccole esseri senza futuro,senza sogni,senza morale,scoppiate. March 08 playground loveI'm a high school lover, and you're my favorite flavor Love is all, all my soul You're my playground love Yet my hands are shaking I feel my body remains, themes no matter, I'm on fire On the playground, love. You�re the piece of gold the flushes all my soul. Extra time, on the ground. You're my playground love. Anytime, anyway, You're my playground love. March 02 isabella santacroceIl tuo viso è un profilo divorato dall’ombra, una mancanza di numeri striscianti tra lettere, un teorema d’arance graffiate da infanti, grida di madri partorite da figli, una bimba da prendere a schiaffi sussurrandole sono carezze. Sono carezze, coralli raccolti, ricordi le amiche che t’abbandonarono perché in tua presenza nessuno rivolgeva loro lo sguardo? T’affilavi lucente come coltello squarciante il collo d’adultere mogli mentre cadeva sui muri la pioggia. C’era il mio viso a sei anni nell’acqua, il cadaverino risorto con lo sguardo abbassato dall’ira degli altri. Elefanti, alci impiccate nei piatti, tre donne in divisa avvolte dai maschi, la notte nelle finestre dell’incantatore di scimmie, tuo padre in quadricromia nella vasca da bagno, altalene, altalene, altalene gettate sull’erba. Dov’è quell’apparizione che gli angeli in mostri trasforma? L’invertito canto dell’incubo, l’abisso di luci come perle infilate nel nulla, l’eterna promessa, Nijinsky che danza? Sommersa dal paradiso perduto si richiude la porta, arrestando l’immodestia di sedicimilioni d’insetti. Eppure ancora i respiri si riproducono allattatati dai sogni, allungati da spilli. Ogni convinzione è una perdita, ogni atto è tremenda violenza, solo l’immobilità continuamente trasporta. E ancora di te nulla m’incanta, se non lo svilimento del sonno. Ricordi? Ricordo l’oscenità dei tuoi oltraggi, un bosco di foglie gridanti nel teatrino deserto, e le signore che sorridevano ostili alla seta traslucida delle mie calze, spiandomi con occhi rovesciati, mutissime, incurvando proboscidi. La rabbia riduce l’altezza sviando vertigini, gradini discende il tuo corpo, imperiosa allora la grandezza sulle terrazze si mostra, alata e magnifica, con drappi decoranti la morbidezza delle sue spalle moltiplicate da specchi. L’incendio. E’ così doloroso innalzarsi nell’adorazione della menzogna? Infliggere pene donate dalla celeberrima ostilità della sorte? Come fiumi che la terra percorrono, come il cielo dalla tempesta riempito, come Laika sulla luna perduta e sepolta, opalescenti manine invano verso me si protendono. Luce, luce che tutto rabbuia, quel lampo dall’aria rapito, una voce, ripetono. Sono scomparsa, rispondo, scomparsa dentro pupille d’avorio nascoste tra chiome sintetiche, vieni a trovarmi, continuo. Una bambina corre rincorsa dalla memoria dei suoi consanguinei, smarrita, mai salva. S’addormenta dentro l’armadio immaginando sia un ventre, ricordi? Pelle bianchissima poggiata sul viso di bambole, artificiose amicizie mancanti di dialoghi, mentre la notte l’esistenza in mare trasforma, e il desiderio diviene un precipizio capovolto dall’orco. Ricordi? Correvo rincorsa dalla memoria dei miei consanguinei, s’aprivano le braccia della foresta per catturarmi, fermarmi, sapermi sconfitta. Madre dei falchi tu mi guardavi annaspare in quel lago di foglie, odio il tuo nome, uno sfondo di gesso incollato sulle labbra di un pensiero deforme, odio il tuo nome, tre carte di cuori in mezzo al diluvio d’una sofisticata incuranza. Il tuo cuore era un guanto, solo tu potevi indossarlo. Il tuo cuore era un guanto, un guanto che hai perso. Ricordi? Eppure ancora i respiri si riproducono allattatati dai sogni, allungati da spilli. Ogni convinzione è una perdita, ogni atto è tremenda violenza, solo l’immobilità continuamente trasporta. Come ti chiami? Mi chiedi. Che suono? Nessuno, un abbandono venduto. Rispondo. Rincuorati, ogni vita è una morte annunciata, un libro abbandonato da un volto, altalene, altalene, altalene gettate sull’erba. February 25 per combattere l'acnela notte atomica che ci ha rimboccato le palpebre guardare il cielo malconcio di chernobyl da qui esprimere desideri quando vedi scoppiare navicelle spaziali o moduli lunari russi o giapponesi o americani arrampicarsi sulle impalcature per prendere il sole e rivenderlo a qualche spacciatore lavarsi i denti con le antenne della televisione durante la pubblicità ho abbassato le saracinesche dei negozi sui miei occhi con le nostre discussioni serie si arricchiscono solo le compagnie telefoniche siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT a parigi dici che non volano mosche benedirci in chiese chiuse e in farmacie compiacenti sposarci con i cerotti usati in passeggiate su spiagge deturpate le piazze sono vuote le piazze sono mute per combattere l'acne sono tutti in ferie maratone sulle tue arterie sulle diramazioni autostradali sui lavori in corso solo per farti venire e invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare le notti inutili e le madri che parlano con i ventilatori negli inceneritori le schede elettorali e i tuoi capelli che sono fili scoperti costruiremo delle molotov coi vostri avanzi faremo dei rave sull'enterprise farò rifare l'asfalto per quando tornerai siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT siamo l'esercito del SERT e i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti |
alice is depressed
●•۰Mi regalo continue amnesie per rimanere in un ignoto che può far paura ma che fa meno male del coraggio di affrontare quello che la nascita mi ha riservato
♥Così dolce e crudele perdermi anche solo per secondi. Così dolce e crudele. Nel silenzio. Così dolce♥
Se potessi da te venir,e dopo via andar
mai più smetter che di vita vivente io vivo, rimemberò di te sempre, oh mi disìa
Cotanta meraviglia in tua anima che il mio core non pò contener, quanta pace e purezza in te contenuta, mio core non pò mai comparar
Mio core in eplosione già d'amor ad un tuo solo bacio io più potea esplodere di felicità
Mia anima e mio corpo a te appartengono finchè aria nei polmoni miei ci sarà a farmi vivere Dò la mia vita a te mia disìa, in quanto vita mia tu sei ti amo .alessandro. ♥L'angoscia del tempo che passa ci fa parlare del tempo che fa♥ Si mise a correre. Via. Lontano per non vedere. Così
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